Filippo De Mariano
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Biografia
Nato nel 1975 a Santa Lucia del Mela (Messina), Filippo De Mariano manifesta giovanissimo uno spiccato interesse verso le più varie forme dell’arte.
Diplomatosi all’Istituto Statale d’Arte di Milazzo inizia il suo viaggio nel mondo della pittura spinto dall’urgenza di rintracciare le proprie radici mirando all’essenziale e di liberarsi delle sovrastrutture imposte dalla cultura occidentale.
L’Africa, continente dei colori squillanti e dei profumi forti, terra dove convivono con potente semplicità dramma e bellezza, ha da subito catalizzato la sua attenzione indirizzando le sue prime prove artistiche verso un minimalismo del segno animato da una intensa carica espressiva.
Le opere di questa fase di esordio traducono in pittura la sintesi plastica delle forme africane, “sculture di legno colorate” le chiama, riportate alla bidimensionalità della tela. Una tappa di questo percorso è rappresentata, nel 2001, dalla sua prima personale dal titolo In viaggio, ospitata dall’associazione Elio Circus Thèatron presso la Galleria Vittorio Emanuele di Messina. Nello stesso anno De Mariano aderisce al GAI di Messina, del quale sposa i criteri di condivisione e collaborazione tra gli artisti, inaugurando così una intensa partecipazione alle numerose iniziative organizzate nell’ambito del circuito a livello locale, nazionale e internazionale.
Nel 2003 partecipa alla Biennale dei Giovani Artisti del Mediterraneo esponendo cinque opere ad Atene e contestualmente propone, per l’edizione annuale di Gemine Muse, l’installazione Il perdono, accostata ad un Crocifisso ligneo quattrocentesco del Museo Regionale di Messina.
La sua produzione artistica si affina negli anni elaborando composizioni perfettamente bilanciate in cui colore e segno trovano un equilibrio ritmico che esercita sul riguardante una forza di attrazione involontaria e perciò ammaliante.
Nascono così le fantasiose figurazioni degli Animali di Sophia, una serie “pensata per i bambini ma realizzata per gli adulti”, popolata da una fauna il più delle volte esotica che accompagna l’uomo in una nuova lettura del vissuto quotidiano e guida il bambino alla scoperta del mondo e delle proprie abilità.
Nel 2009 la ricerca di De Mariano trova nuova linfa vitale attraverso il progetto Di che segno sei?, un itinerario sperimentale negli abissi siderali in cerca di se stesso, confermando la cifra stilistica che lo rende identificabile.
Esegue frattanto varie installazioni: da Le radici del mondo (2008), realizzata nella stanza 602 dell’Hotel Alexander Museum di Pesaro, a Con gli occhi del pescespada , allestita in un ambiente del Forte Ogliastri di Messina per la collettiva Punti di vista, organizzata nell’ambito di Gemine Muse 2007; sino a Colonna di luce, realizzata in occasione della Notte della Cultura 2011 su invito della Provincia di Messina.
Si misura inoltre con le peculiarità tecniche della scultura ideando Il passaggio dell’angelo, monumentale statua in acciaio dalla linea sinuosa, alta quattro metri, giocata sui contrasti tra vuoto e pieno, positivo e negativo; l’opera, eseguita per Il Natale degli angeli, iniziativa voluta dal Comune di Messina nel 2010, è tuttora visibile alle spalle del Duomo di Messina. Negli anni si sono susseguite le mostre nel territorio nazionale: Bari, Pesaro, Milano, Alessandria, Milazzo, Messina, Catania, Salemi, Palermo e infine Taormina dove De Mariano ha presentato la sua ultima mostra personale, riproponendo in una nuova veste Gli animali di Sophia. Nel 2012 la collaborazione con Art Promotion Taormina si concretizza in due significative esposizioni: la bipersonale realizzata insieme a Thomas Berra Appunti di viaggio, promossa dal Comune di Gualtieri Sicaminò (Messina) e, successivamente, la mostra Grafitismi di segni e di luce, presso la Fondazione Mazzullo a Taormina. Intensa l’attività svolta nelle manifestazioni collettive del 2013: dall’adesione all’Archinotte promossa dall’Ordine degli Architetti di Messina all’interno della cittadella fieristica del centro peloritano, dove realizza la panchina d’artista intitolata Il grande libro del sapere, all’esperienza vissuta presso l’Officina Creativa del Carcere a Rometta con la partecipazione alla mostra Prigionieri per l’arte, nell’ambito della quale dipinge la Cella 4; per finire con l’intervento al Rito della luce (solstizio d’inverno) organizzato dalla fondazione Antonio Presti - Fiumara d’Arte al Liceo Boggio Lera di Catania, dove realizza il mandala dal titolo Grembo.
Il 2013 segna un momento particolarmente felice per il percorso formativo e l’affermazione dell’artista luciese: a maggio vince a Salemi il premio Patrick Ysebaert (sezione disegno) che gli consente di allestire la mostra personale Donna: un mondo infinito nel castello di Salemi e, successivamente, gli da diritto al viaggio in Belgio Residenza d’artista, a visitare i luoghi del grande Maestro compianto Patrick Ysebaert e respirare il clima del contesto artistico in cui è vissuto.

Scritto di Stefania Lanuzza

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